Gli studenti del Liceo “Virgilio – Redi” incontrano il dottor Laporta: studiare oggi per costruire il “domani”

“L’adolescenza è un’invenzione degli adulti affetti da amnesia”, lo diceva il giornalista Beniamino Placido e lo ha ricordato il nostro Dirigente Scolastico, prof. Dario Cillo che inaugurando la prima delle due giornate dedicate alla Scienza che hanno coinvolto gli studenti del Liceo, ha sottolineato quanto importante sia coinvolgere i giovani in simili manifestazioni, che non solo spronano a studiare con passione e dedizione, ma dimostrano soprattutto quanto meraviglioso possa essere il tanto atteso, affascinante e misterioso “futuro” se si ha il coraggio e la forza di costruirlo credendo in se stessi e coltivando le proprie potenzialità.
Noi studenti del Liceo “Virgilio-Redi” abbiamo avuto, infatti, l’onore e il piacere di partecipare ad una delle “Giornate di Promozione della Cultura Scientifica”, organizzate dall’Università del Salento per il riconoscimento dei meriti professionali del dottor Stefano Laporta, Presidente dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e del Consiglio SNPA (Sistema Nazionale a rete per la Protezione dell’Ambiente) nonché ex alunno della nostra scuola, un grande esempio di come studiare significhi creare i presupposti per una vita volta alla piena realizzazione di sé.

Gli incontri con l’illustre ospite hanno avuto luogo venerdì 23 e sabato 24 marzo, rispettivamente presso la Sala Consiliare di Palazzo dei Celestini e l’Aula Magna della sede del “Virgilio – Redi” in via dei Salesiani.
Durante la prima delle due giornate si è tenuta la cerimonia ufficiale alla presenza, tra gli altri, del prefetto di Lecce Claudio Palomba, del presidente della Provincia Antonio Gabellone, del responsabile del servizio Tutela e Valorizzazione Ambiente della Provincia di Lecce Antonio Merico, del Dirigente Scolastico Dario Cillo e dei rappresentanti della Consulta degli studenti.

In tale occasione il dottor Laporta, dopo aver ricevuto il diploma di merito, ha dialogato con i ragazzi sul tema “Confini planetari e sfide ambientali”, illustrando le problematiche fondamentali di tipo ambientale che riguardano la nostra “madre” terra ed  evidenziando l’urgenza e la necessità di interventi immediati e rapidi finalizzati alla sua salvaguardia. Infatti, dalla conferenza è emerso che, se negli ultimi undicimila anni le condizioni del nostro pianeta sono state caratterizzate da una certa  stabilità, a seguito dell’avvento dell’era industriale e, quindi, con la fine dell’orocene e l’inizio dell’antropocene, progressivamente questa condizione di equilibrio è stata messa sempre più in crisi, tanto che oggi il pericolo ambientale è a dir poco elevatissimo.

A confermare questo rischio che si tramuta giorno dopo giorno in una realtà sempre più terribile e concreta sono i preoccupanti cambiamenti climatici, i disastri idrogeologici in costante aumento quali l’uragano Katrina, l’alterazione dei sistemi pluviometrici, del ciclo dell’ozono e di quello dell’acqua, il carico di aerosol atmosferico che influenza la formazione di nubi e piogge, le nuove particelle rilasciate nell’aria, l’acidificazione degli oceani con conseguente moria del plancton e danni irreversibili della biodiversità, buona parte dei  conflitti geopolitici di oggi , legati a problematiche ambientali.

Come ha ricordato il dottor Laporta, l’obiettivo da considerare prioritario attualmente è riuscire a contenere il riscaldamento globale al di sotto di almeno 2 gradi rispetto alle temperatura dell’era preindustriale, avvalendosi di nuove tecnologie quali la differenziazione e la valutazione della concentrazione di isotopi nell’aria e del flusso di azoto e fosforo verso atmosfera e oceano per valutare il clima, affinché le condizioni ambientali del nostro pianeta siano compatibili con le prospettive di crescita della razza umana che si prevede supererà gli  undici miliardi entro il 2100.

Inoltre, necessaria è l’approvazione di strategie che entro il periodo compreso tra il 2030 e il 2050 permettano di perseguire i cosiddetti “goals”, obiettivi per lo sviluppo sostenibile promossi dall’Unione Europea. Urge cambiare il modello di economia lineare attualmente adottato e fondato su azioni quali “prendi, produci, consuma, smaltisci”,  puntando , invece, su un’economia circolare che miri non solo al semplice riciclaggio delle materie prime, non sempre presenti nel nostro territorio, quanto alla politica delle “tre R”, dunque al recupero, al riutilizzo e alla rigenerazione di ciò che si ha a disposizione,  partendo da energie rinnovabili quali sole, vento e mare. Si dovrà  tener  conto anche delle conseguenze storiche e geopolitiche che l’inquinamento può avere (ad oggi si stimano oltre trenta milioni di sfollati proprio per via dei mutamenti ambientali) e di fattori di pressione come desertificazione, innalzamento del livello del  mare e cambiamenti del clima. Solo così sarà possibile entrare in un’ottica volta al benessere autentico, che sappia coniugare insieme tante realtà diverse, conferire identità, garantire omogeneità e valutare appieno possibili scenari futuri che il dottor Laporta ha definito “di alta resistenza e basso rischio” più che di “bassa resistenza ed alto rischio”, adottando un atteggiamento di consapevolezza e responsabilità verso la nostra “madre” terra e, quindi, verso l’umanità stessa.

Fondamentale, infatti, è stimolare ad una maggiore e più profonda sensibilità nei confronti delle   problematiche di carattere ambientale sicché essa si radichi nel sentimento e nella mentalità personale e collettiva, perché la forza di ciò che si fa è, soprattutto, in ciò che si comunica e solo estendendo anche ai non addetti ai lavori l’invito a proteggere l’ambiente, questo importantissimo obiettivo potrà essere realmente perseguito e diventare una vittoria di tutti e non più un sogno utopico di pochi.

Nella giornata di  sabato 24 marzo, gli studenti hanno incontrato il dottor Laporta  direttamente nella sede del Liceo  ed hanno assistito ad una lectio magistralis incentrata sul tema “Per fare un albero” e alla presentazione del Progetto di collaborazione ISPRA di alternanza scuola-lavoro “L’ecosistema marino-costiero”.

La lezione è partita proprio dall’importanza dell’albero in quanto aspetto identitario e caratterizzante, da considerare  elemento del creato alleato dell’uomo, sempre vicino alle sue esperienze esistenziali e alle sue esigenze e, dunque, contraddistinto da una forte valenza simbolica e da una carica  sentimentale che lo rendono un microcosmo che abbraccia pienamente la sfera emotiva di chi si accosta all’ambiente e sceglie di diventarne parte integrante, in un flusso simbiotico di sensazioni tra la natura circostante e la propria anima. Lo stesso albero, nel diverso modo di presentarsi nel corso delle quattro stagioni, può essere assimilato  agli uomini che modificano l’ aspetto  nelle differenti fasi della propria vita, diventando un simbolo ancestrale del tempo e dell’esistenza che inesorabile e meravigliosa si manifesta proprio nella forza del cambiamento: si vive per cambiare e si cambia per vivere e a questo assunto tanto filosofico quanto scientifico si possono ricondurre i fiori ridenti che sbocciano tra i rami di un albero in primavera tanto quanto i capelli colorati d’argento e le rughe che increspano la vita dell’uomo nell’autunno della sua esistenza.

Dopo una riflessione sulla canzone di Sergio Endrigo e sulla poesia di Gianni Rodari dai cui versi era stato tratto il titolo dell’argomento affrontato nella  lectio magistralis, il dottor Laporta è passato ad illustrare il  ruolo rivestito dall’albero in tutte le religioni, nella letteratura (basti pensare all’albero “dimora  per una vita”  de “ Il barone rampante” di Italo Calvino ,  alla selva oscura cui si fa riferimento nell’incipit della Divina Commedia di Dante e agli sterpi che imprigionano le anime dei suicidi di cui si parla  nel  XIII canto della stessa opera), nell’arte ( le opere di Manet, Chagall, Matisse), nell’architettura (l’albero della vita rappresentato nel mosaico del  pavimento della cattedrale di Otranto), nel linguaggio (dall’albero del leccio deriverebbe il nome delle  città di Lecce , di  Salice e  innumerevoli cognomi). Si è poi sottolineata  l’importanza dell’albero nell’ambito del  progresso scientifico, in quanto esso fornisce legna e fibre, funge da protezione dei corsi d’acqua e  contrasta il processo di erosione, assorbe anidride carbonica, riduce i gas serra ed è fondamentale per tutte le industrie, da quella tessile a quella farmaceutica. Insieme abbiamo riflettuto, poi, su cosa significa piantare un albero e su cosa significa distruggerlo, comprendendo che in esso si può davvero riconoscere il segreto della vita.

Parafrasando Rino Gaetano che nella sua “A mano a mano” cantava “può nascere un fiore nel nostro giardino”, al termine di queste giornate dedicate alla cultura siamo orgogliosi di affermare che le parole e l’esempio del dottor Laporta ci hanno permesso di piantare in noi semi di curiositas e passione per il mondo della scienza che potranno far germogliare nel giardino delle nostre menti e dei nostri cuori fiori dal profumo fresco e rigenerante di conoscenza. Per citare un’altra celebre canzone italiana, durante questa conferenza, a cui non abbiamo semplicemente “assistito” ma “attivamente partecipato”, la nostra Aula Magna non aveva più pareti ma alberi, alberi “infiniti”, così come ci auguriamo possa essere “infinita” la voglia di imparare di noi  studenti, nella speranza che il domani che costruiremo per noi e per gli altri sia propizio e luminoso come quello di cui è stato artefice il dottor Stefano Laporta.

Mariachiara Longo – classe IV A, Liceo Scientifico “Virgilio – Redi”

 

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